Imprese e biotecnologie: pubblicato il report ENEA-Assobiotec
09/08/23
Tutti i risultati delle imprese di biotecnologie in Italia

filtra per Biotech&Pharma Medical Device ICT Nutraceutica Sanità
Tutti i risultati delle imprese di biotecnologie in Italia
823 imprese innovative, 13.700 addetti e 13 miliardi di fatturato: sono questi i dati emersi dall’aggiornamento congiunturale del report ENEA-Assobiotec “Le imprese di biotecnologie in Italia”, che conferma la crescita di uno dei settori più dinamici e strategici per lo sviluppo dell’Italia.
Il fatturato. Il nuovo report, giunto quest’anno alla sua ottava edizione, ha evidenziato un’importante crescita del fatturato nel 2021, tendenza che sembra potersi consolidare anche nel 2022. In questo contesto, rimane prioritario il peso delle biotecnologie per la salute con il 74% del totale, anche se negli ultimi due anni sono soprattutto le applicazioni per la bioeconomia (industria e agricoltura) a riprendere l’espansione, giungendo a rappresentare oltre un quarto del fatturato biotech italiano.
Le PMI. In termini numerici, la popolazione delle imprese attive in Italia ha subito una lieve contrazione nel 2020, dato attribuibile prevalentemente alla diminuzione del numero delle PMI, che hanno maggiormente accusato l’impatto immediato della pandemia, soprattutto nella classe al di sotto dei 10 addetti. Il dato numerico è tornato a crescere nel 2021 e si attende per il 2022 una crescita per tutte le classi dimensionali, per un totale di 823 imprese.
Le aree di attività. Sebbene l’attività delle realtà biotech rimanga in gran parte concentrata nell’ambito della salute umana (poco meno del 50%), tra il 2014 e il 2021 è stata registra l’espansione delle quote relative alle imprese che sviluppano applicazioni biotecnologiche per l’industria e l’ambiente oltre che per l’agricoltura e la zootecnia che, dal 2014, mostrano il ruolo propulsivo che hanno per la bioeconomia.
Il territorio. A livello territoriale resta molto forte la polarizzazione, soprattutto per le variabili economiche: le prime 4 regioni (Lombardia, Lazio, Toscana e Piemonte) rappresentano oltre il 90% del fatturato, l’80% degli investimenti in R&S intra-muros e l’80% degli addetti, mentre scende al 52% se si considera il numero di imprese. La regione leader resta la Lombardia, seguita dal Lazio e dalla Toscana, fortemente specializzate nelle applicazioni per la salute, mentre sono le regioni settentrionali in genere a mostrare una marcata specializzazione nelle applicazioni delle biotecnologie ai processi industriali. Nel meridione, che rappresenta circa il 20% in termini di numero di imprese, spiccano la Campania (poco meno dell’8%) e la Puglia (poco più del 4%).
Clicca qui per leggere il report completo.
Lascia un commento